martedì 16 ottobre 2012

Nell'ambito della mostra Dei Ritratti al Museo dell'Antica Capua

 Teatri di Pietra  partecipa alla Mostra Dei Ritratti - idee e proposte per l’allestimento della
sezione romana del museo archeologico dell’antica capua, inaugurata il 5 ottobre scorso nell’ambito della manifestazione "mille e una archeologia "  promossa dalla Soprintendenza per i Beni archeologici delle Province di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, dalla Provincia di Caserta, il Comune di S.Maria Capua Vetere e da ARTE,m .
Due le iniziative in programma : giovedi 25 STUDIO per ECUBA alle 21,30  e domenica 28 alle 22,00 TRAVERSée du MITHE- favola metafisica  dedicata e ispirata ai reperti presenti nella mostra attraverso un viaggio nel mito.
Con questa iniziativa CapuA Antica Festival ritorna dopo quattro anni nella città di Santa Maria Capua Vetere dove nel 2000 è nata l'esperienza dei Teatri di Pietra, rete per la valorizzazione dei teatri antichi che oggi conta oltre trenta siti in sei regioni.

  la mostra: Dei ritratti.
Francesco Sirano
Il racconto storico del Museo dell’Antica Capua si interrompe al momento corrispondente alla punizione inferta da Roma a seguito del sostegno ad Annibale da parte dei Campani. Se l’aristocrazia capuana fu decimata, a partire dal II secolo a.C. la città fiorì tanto da giustificare la definizione ciceroniana di altera Roma. Centinaia di sculture, iscrizioni, mosaici, affreschi, ceramiche, monete, materiale fittile sono conservati nei depositi in attesa di contribuire a ricostruire ed illustrare l’affascinante racconto storico di Capua romana. La mostra propone una scelta minima, ma significativa, di alcune sculture di divinità ed eroi datate dal I secolo a.C. al II d.C. per la prima volta presentate al pubblico. Sebbene le circostanze di ritrovamento non siano state registrate per tutti i reperti, la scelta esemplifica statue originarie tanto da edifici pubblici, quanto da contesti domestici.
Nella inusuale e stimolate cornice di un deposito di materiale archeologico per l’occasione riportato alla sua più genuina funzione di laboratorio, il pubblico incontra marmi di dimensioni colossali e di eccezionale qualità artistica, come le teste di Ercole a riposo e dell’eroe ateniese del tipo cosiddetto del Re di Monaco; statuette di piccolo formato arredo di lussuosi ambienti e di giardino, come l’Attis parte di un trapezoforo e il Dioniso arcaizzante tipo Braschi; sculture ideali che ripropongono con intonazione di rara eleganza il tipo dell’Afrodite pudica e la testa di un Apollo citaredo. Infine, in un ambiente contiguo ma distaccato dai precedenti, in un’atmosfera di intima partecipazione, il visitatore è posto a confronto con una splendida quanto enigmatica statua di giovane assiso recuperata nel corso di uno scavo di emergenza (2009), ispirata allo stile in voga tra la fine del V e gli inizi del IV secolo a.C., e che sembrerebbe essere stata scolpita ancora nel I secolo a.C.
Lo scopo della mostra è consentire al pubblico di partecipare e ri-costruire, secondo le proprie inclinazioni, il processo di formazione della conoscenza critica di un monumento antico dal suo ritrovamento all’esposizione. Si tratta di un laboratorio il cui solo allestimento ha già raggiunto il primo ragguardevole risultato sul personale interno a vario titolo implicato creando un gruppo di lavoro che ha messo in comune un metodo. Su questa base si offrono ipotesi di esposizione, multipli stimoli didattici, visuali, suggestioni dal contesto ambientale, dati scientifici, spunti di studio e riflessioni poetiche sui soggetti presentati. Non si tratta di esporre i risultati sia pure parziali di una ricerca, ma piuttosto di invitare il pubblico a ripercorrere anche fisicamente alcuni spazi e ad accompagnare alcune delle numerose operazioni necessarie per giungere dal ritrovamento di un reperto archeologico a proposte di allestimento meditate, sedimentate, per quanto possibile condivise e, soprattutto, in grado di comunicare e di ottenere una reazione anche emozionale da parte dei fruitori.